Alla ricerca del paesaggio perduto
Il passato e la sua connessione con l\'adesso, questo è il paesaggio.

È difficile portare il vento e l\'ombra, è difficile portare il sorriso, le risate e il fragore del ruscello, ma quello che è stato e sarà rimarrà impresso nel paesaggio.

Il paesaggio è memoria, scia, tracciato.

Non c\'è paesaggio che narri di gesta antiche.




Non ci sono muri che non parlano, non ci sono pietre casuali, tutto è lì per sorprenderti con l\'antica storia dell\'uomo.

Il cemento è muto, il cemento è interruzione,tumulazione,iridescenza del freddo calcolo umano.

Il cemento è morte della storia, è morte del com\'eravamo.

Nel cemento non c\'è continuazione, non vi è imperfezione ne scia, è nato dal nulla da una non materia, come tale personifica la sua evanescenza.

Zen

questo bisogno angoscioso del nulla

ZEN

questo conciso bigliettino di condoglianze



I passi da musa scalza sono i ricordi della nostra anima, e i boschi e i ruscelli sono i gioiosi nostri compagni.

Il passo su sterco e poi su nuda terra e poi ancora su verde erba.




Che fine ha fatto la gioiosa fanciulla che gratificava oziosa le sue vesti nell\'inutile libertà?



Siamo persi in città mute che raccontano la storia di uno per raccontare la storia di tutti, gli appartamenti sono uguali, i mobili sono uguali, i palazzi sono uguali, siamo cloni, sosia.

Tutto nella città deve assomigliare, perché deve essere catalogato, la non catalogazione procura terrore, ha odore di libertà, tutto deve essere libertà controllata, prigionia volontaria.



In tutto questo non ci rimane che aggrapparci a scogli di sapienza, a muri scrostati, ci rimettiamo alla saggezza della pietra, alle rughe del sapere.

Ora lasciamo parlare quello che rimane del nostro paesaggio.

In basso molise parlano gli alberi, in basso molise parlano le colline e gli orizzonti, perchè tutto il resto è compromesso, tutto è stato restaurato per l\'occhio del turista, i vecchi muri sono stati imbavagliati da intonaci coprenti, e i sampietrini sono stati rimossi.

Tutto ha un senso di rimozione, di interruzione del sapere arcaico.

Ci rimangono la finta cordialità degli albergatori che ti vogliono vendere un pacchetto turistico.

Questo è il basso molise, con quei pochi alberi che non smettono di raccontare la storia e il sapere a chi abbia voglia d\' ascoltare.




Postato il: 02/04/2009 - ore 23:26:59
postato da : nik @


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