Ancora Incendi
GUGLIONESI, 040907 - In questa torrida estate 2007 il Bel Paese brucia e il Molise, per non essere da meno dà il suo contributo, fortunatamente solo ambientale e non in vite umane (cittadini ed operatori tecnici) come in Puglia e Sicilia.

Così tra:

- diossina prodotta dalla combustione di materiali presenti (e che permarrà nelle aree, sui terreni, sui vegetali e poi sarà sulle nostre tavole) e che stiamo respirando;

- enorme contributo di CO2 ad incrementare l’effetto serra, insieme al corollario di polveri e metalli pesanti;

- danni incalcolabili alla biodiversità faunistica e vegetale delle aree colpite;

- rischio idrogeologico di cui le radici degli alberi erano le migliori barriere di difesa;

- Forze di Polizia, Vigili del fuoco, Protezione Civile, Volontariato stremati (e che già lamentavano carenza di fondi, personale e mezzi), costretti a rincorrere i mille focolai, ci deve essere già da oggi un momento di autocritica dei corresponsabili di questa allucinante situazione che con cadenza prevedibile (e perciò fronteggiabile!) devastano il territorio.

Al di là delle motivazioni ormai largamente analizzate, e che non per questo devono costituire motivo di ulteriore e colpevole ritardo: incendi colposi, dolosi, risentimento, autocombustione, ricerca di profitto, rimane un solo dato certo: nelle Regioni in cui si è data piena applicazione della Legge 353/2000 gli incendi si sono dimezzati (vedi Liguria).

La 353/2000 all’art.

10 è chiara e precisa nell’esplicitare compiti, ruoli, divieti, prescrizioni nella prevenzione e penalizzazione degli incendi boschivi ma ciò che più conta è che tale legge, al di là del tentennamento e corresponsabilità tra Comuni e Regioni inadempienti nell’iter procedurale “VIETA”:

• per 15 anni le aree non possono avere destinazione diversa da quella in atto prima dell’incendio;

• per 10 anni è vietata la realizzazione di edifici ;

• per 5 anni sono vietate le attività di rimboschimento e ingegneria ambientale;

• per 10 anni sono vietati il pascolo e la caccia.

La Regione Molise e i Comuni molisani non hanno attuato il censimento per la mappatura e conseguente perimetrazione con obbligo di divieti previsti dalla 353/2000.

E’ stato sottovalutato l’unico strumento legislativo valido a scongiurare atti dolosi miranti a mere speculazioni edilizie, turistiche ricettive, pascolo e caccia.

Inoltre il tracciato ferroviario è, come abbiamo potuto constatare nel Basso Molise, lasciato all’incuria e degrado sottovalutando, l’innesco di incendio prodotto dall’azione frenante dei treni, dell’alta temperatura dei binari in presenza di materiale facilmente infiammabile quale le sterpaglie secche, l’azione, per noi non colposa ma penalmente perseguibile, di viaggiatori che buttano mozziconi di sigarette dai finestrini incuranti del danno che possono produrre sul bene di tutti, facilitando in tal modo la distruzione di zone arboree che costeggiano il tracciato della ferrovia in zona Rio Vivo e lungomare Nord, Petacciato, Campomarino, per permettere poi in tali zone di bonificare, magari con colate di cemento quelle che una volta erano aree verdi non inserite in Piani Regolatori come edificabili.




Ecco, sembra che ci sia un disegno scellerato a livello nazionale e locale di piromani programmati che agiscono all’unisono al minimo accenno di “garbino” o libeccio, per innescare la loro lotta al verde, ai suoi vincoli e alla sua protezione con la consapevolezza di sfiancare le forze di protezione che mai riuscirebbero a fronteggiare i tanti focolai disseminati ad arte sul territorio.

La perfetta ed inequivocabile conoscenza dei singoli episodi e la punizione del responsabile (impresa encomiabile, auspicabile ma, per prassi consolidata, estremamente lunga e complessa) non deve più costituire l’alibi per ritardare il rispetto dell’unica legge nazionale per prevenire, scoraggiare e salvaguardare il patrimonio arboreo con i suoi insostituibili ecosistemi, per cui chiediamo alle Amministrazioni Comunali di porre immediatamente in atto il catasto delle aree percorse dal fuoco, anche degli anni precedenti, ricorrendo alla memoria storica dei residenti, degli organi d’informazione, del Corpo Forestale dello Stato.

Occorre da subito inserire le aree percorse dal fuoco nei Piani di programmazione urbanistica, nei Piani Regolatori vigenti e che non le contenevano, applicando alla lettera la normativa vigente: niente edificazione, niente cambio di destinazione d’uso, niente che non sia la bonifica necessariamente utile per la resilienza degli ecosistemi precedenti all’atto vandalico.

Poco importa la qualità dell’ecosistema andato perduto, poco importa lo stato di avanzamento di pratiche in corso di approvazione di variante di destinazione d’uso, di edificazione, di insediamenti turistici ricettivi idonei ad incrementare l’afflusso turistico.

Importa solo che le Amministrazioni fronteggino le ferite inferte al proprio territorio e al patrimonio dell’umanità in termini di vivibilità, di ossigeno prodotto e anidride carbonica eliminata, di ecosistemi consolidati.

Occorre rispondere con altrettanta chiarezza di comportamento: divieto a speculazioni di ogni tipo, bonifica delle aree per il loro ripristino, monito del vuoto alla sfida del fiammifero.

Solo cosi la Pineta di Petacciato, le aree di Campomarino devastate, Rio Vivo – Marinelle, lungomare Nord di Termoli, zona artigianale e commerciale di Termoli, bosco di San Giacomo degli Schiavoni, Costa Verde a Montenero, intere aree del territorio molisano potranno dirsi sacrificate per il monito che dove non c’è programmazione precedente e consolidata la logica del fiammifero non paga.

Al di là delle utili ordinanze di prevenzione e circoscrizione degli incendi, è necessario il monitoraggio del recepimento di tali ordinanze, è necessaria la bonifica continua e costante del sottobosco, delle strade, delle discariche autorizzate ed abusive, del tracciato ferroviario ai cui amministratori va imputata la mancanza di barriere antirumore ignifughe e manutenzione del tracciato.




Fare terra bruciata intorno ai piromani è possibile anche solo applicando le leggi esistenti e prevedendo pene più severe senza sconti e senza indulti.



Legambiente Basso Molise




Postato il: 07/09/2007 - ore 15:32:47
postato da : Lega_Ambiente @


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