Fiat powertrain, marcia indietro sugli straordinari al reparto Cambi
Martedì 1 giugno 2010 l'azienda Fiat Powertrain Technologies stabilimento di Termoli ha comunicato ai sindacati tramite la Rsu che non intende usufruire dello straordinario programmato da sabato 5 giugno 2010 come prima comunicato e accordato dagli stessi e che prevedeva l'obbligo dei lavoratori del reparto cambi di lavorare il sabato di riposo dell' 8 , 15 , 22 , 29 Maggio e del 5 e 12 Giugno .
L'azienda si è giustificata che alcune condizioni di mercato sono state riviste.
Ancora una volta il mercato e il profitto prima di tutto !
Abbiamo sempre ritenuto il ricorso allo straordinario, un metodo sbagliato per soddisfare le domande del mercato.
Questo sia perché i lavoratori hanno il diritto e il bisogno di un adeguato recupero psico-fisico , sia perché hanno la necessità di stare insieme alla propria famiglia.

Se oggi un'azienda fa ricorso allo straordinario non in maniera sporadica , ma sistematica vuol dire che non è in grado di programmare la produzione in maniera da migliorare la capacità competitiva.
Non solo ma facendo una retromarcia del genere, vuol dire non sapere oggi quello che si deve fare domani.
Questo è molto grave per un' azienda multinazionale che aspira a diventare il maggior produttore di autoveicoli del mondo se questa è FABBRICA ITALIA di cui si è tanto decantato le lodi, vuol dire che siamo messi proprio male.
L'utilizzo di adeguate leve di flessibilità finalizzate al miglioramento della capacità competitiva , riguarda anche un riequilibrio nella ricchezza messa a disposizione da quelle masse di lavoratori che sempre di più vanno a riempire le sacche della disoccupazione.

Fermo restando che siamo sempre contrari a ogni forma di flessibilità, qui ci troviamo di fronte ad un'azienda che da una parte non riesce a programmare bene il ciclo produttivo, mentre dall'altra ci viene a proporre piani di ristrutturazione come quello di Pomigliano, dove l'unica cosa che viene veramente ristrutturata è la vita delle persone in carne ed ossa .

Ci opporremo a tutto questo, perché le politiche dei ricatti non ci piacciono quello cui aspira davvero Marchionne non è altro che la flessibilità .
Ma la retromarcia della Fiat di Termoli che poi ha portato a rinunciare allo straordinario obbligatorio è la dimostrazione che la flessibilità e i ricatti non portano a nulla.

Infatti i lavoratori di Termoli partecipando in massa allo sciopero indetto dallo SLAI-Cobas in linea alle giornate lavorative in questione hanno dimostrato di non voler subire passivamente il ricatto di Marchionne di spostare la macchina produttiva altrove se gli obiettivi della nuova
"Premiata ditta" Fabbrica Italia non dovessero essere raggiunti.

La crisi voluta dal capitalismo è questo e l'unico mezzo fondante di dissenso e di lotta, sono il diritto allo sciopero.
E' vero si perde salario ma è meglio rinunciare a qualche spicciolo adesso che ritrovarsi disoccupati domani .




Postato il: 05/06/2010 - ore 13:36:10
postato da : Slai-Cobas @


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